Cappella De Nava: differenze tra le versioni

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Versione delle 16:16, 5 dic 2025

La cappella De Nava è rimasta un mistero fino al 2025 dato che i vetri satinati impedivano la vista dell'interno e non è presente alcuna iscrizione sull'esterno (neanche quella del cognome, come invece usualmente troviamo). Da tale anno la tomba non è più ignota a causa della rottura di una delle vetrate (non sappiamo se accidentale o per mano ignota).

All'interno è presente un sarcofago in marmo decorato sul lato frontale con un mosaico di colombe su sfondo dorato. Su ciascun lato è presente un ritratto, verosimilmente in marmo. Uno di questi è senza nome, iscritto in una cornice scolpita con il motivo a meandri, l'altro ritrae il consigliere di stato Pietro De Nava ed è opera di Raffaele Del Bò; si tratta della sua unica opera conosciuta all'interno del Verano. L'artista infatti non è citato in alcun testo usato per la stesura di questo articolo (Montenovesi, Del Bufalo, Regni) e l'assenza di bibliografia su questa cappella è verosimilmente data dalla mancanza di iscrizioni che potessero ricondurre al defunto — nonché all'impossibilità di osservare l'interno senza avervi accesso.

Pietro De Nava

Sono poche le informazioni su Pietro de Nava (23 gennaio 1855-8 marzo 1916) e le dobbiamo principalmente al progetto Turismo Reggio Calabria che dedica una pagina al dipinto ritraente il suddetto, opera di ignoto e custodito dal Comune Reggino[1]. Omonimo dell'ingegnere (1870-1944), dalle fonti storiche online non è certa la parentela tra essi[2]. Sappiamo infatti che il fratello Giuseppe, deputato e più volte ministro del Regno d'Italia, nacque a Reggio Calabria nel 1858 e morì a Roma nel 1924. Notevole la somiglianza tra una sua foto del 1921 e il ritratto anonimo posto sul lato della cappella opposto a quello di Pietro; possiamo quindi supporre che anch'egli sia ivi sepolto. Nato da Francesco ed Elisabetta D’Agostino, si allontanò dalla Calabria fin da studente e visse tra l’ex capitale del Regno delle Due Sicilie e Roma. Svolse l'attività di funzionario prima e ispettore generale poi del Ministero degli Interni. Fu prefetto di Forlì dal 1904 al 1909 e, dal 1 agosto dello stesso anno, ricoprì la carica di consigliere di Stato, nomina che ritroviamo incisa sotto al suo ritratto posto nella cappella.

Descrizione

Situata nel lato occidentale dell'Altopiano Pincetto, la cappella si presenta come un tempietto in travertino il cui lato frontale è interamente chiuso da una cancellata a vetri posta dietro due colonne. Numerose decorazioni in altorilievo poste sulla sommità completano la facciata. All'interno, oltre al sarcofago e ai ritratti precedentemente descritti, troviamo solamente un libro in marmo con la foto e le iscrizioni di due coniugi. Il perimetro della cappella è cinto da una striscia in pietra con il motivo a meandri.

Note

  1. Riportiamo dal sito stesso: Collezione (Comunale); Proprietà (Comune di Reggio Calabria); Inventario
  2. Il sito dell'ICSAIC riporta che l'ingegnere è figlio secondogenito del barone Giuseppe De Nava ma di essere rimasto orfano a soli 9 anni, confutando l'ipotesi il Pietro De Nava descritto in questa pagina sia lo zio dell'ingegnere. Vedere https://www.icsaicstoria.it/dizionario/de-nava-pietro/

Bibliografia